Un’amica…. una sorella

Parlavo con un’amica sulla sua difficoltà di trovare uno sbocco professionale. Data l’età qualcuno potrebbe pensare ad una crisi di mezza età, ma è una cosa che invece si trascina da più tempo. La mia amica è una madre. È sopratutto una persona che cerca quelle verità sottili che ai più sfuggono, sia come interesse che come scopo.

Ha dei talenti di cui è consapevole e il suo intento è, da una parte, di essere d’aiuto agli altri e, dall’altra, di riuscire finalmente a trovare una sua strada che le conceda di star tranquilla e di fare quello di cui è capace e che le piace senza che questo la faccia soffrire e preoccupare.

Ha un bel carattere e un gran senso di autoironia, si impegna moltissimo e profonde tante energie in ciò in cui crede, andando a cozzare con difficoltà che sembrano insuperabili.

Non so se si riesce a cogliere la sua situazione, intimamente, profondamente. Se mi metto nei suoi panni e mi descrivo per quello che provo, viene fuori una cosa di questo tipo.

Dentro di me sento che quello che voglio fare è giusto, che il mio intento è corretto, addirittura onorevole. Se mi guardo con onestà ammetto che il mio impegno è stato sempre totale, e di questo non posso rimproverarmi. Mi sono aperto a tutte le strade possibili, sono anche venuto a patti con il mio orgoglio e ora, mi chiedo, cos’altro posso fare di più? E non so proprio rispondere. Ho bussato a tutte le porte, ho affrontato innumerevoli battute d’arresto. Finché l’energia, la forza e la gioventù mi hanno aiutato, ho tirato avanti i miei progetti con le unghie e con i denti. Non sono ancora finito, ma sono stanco, incomincio veramente a pensare che potrei rinunciare, anche se non voglio, anche se penso che non lo farò mai.

Alle volte chiedo “ma cos’altro devo ancora sopportare, a cosa devo ancora sottostare, perché questo calvario abbia fine?”. E, quando entro nello schema delle domande e risposte, è come salire su una giostra, la vita mi ruota intorno come un caleidoscopio velocissimo nel quale non distinguo più i dettagli ma vedo solo strisce di colori sfumati che vorticano e mi confondono.

Eppure non posso darmi per vinto. Non si tratta solo di non volerlo. La sensazione è proprio quella di non potere, capisci? Anche se a volte mi dico che potrei fare scelte diverse, che forse avrei dovuto farne in passato di diverse… ma mai l’obiettivo viene messo in discussione. Sono solo le modalità che potevano, possono e potranno cambiare, non lo scopo, non l’intento.

Io voglio lavorare e guadagnarmi da vivere usando i miei talenti, la mia esperienza, il mio sentire. Punto.

Ecco, questo è quello che provo se mi metto nei suoi panni.

Lei è  molto dinamica, attiva, solare. Se fosse una guerriera, sarebbe quella con una spada per mano.

Poi c’è anche da dire che ha un gusto molto sviluppato per il bello come una principessa, raffinata, molto signorile.

Non so se è capitato anche a te che leggi, di provare questa sensazione di graduale riconoscimento con una persona che da tanto tempo conosci. Non parlo di quei colpi di fulmine “mistici” che ogni tanto accadono. Parlo di frequentazioni partite come semplice conoscenza, poi quasi amicizia, poi allontanamenti e ricongiungimenti, con sbalzi di qualità e intensità ma progressivamente sempre più intimi, nel senso di profondi. Quando senti proprio una relazione di parentela stretta…

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