Una Consapevolezza Indesiderata

 

Più ci rendiamo man mano conto di cosa cerchiamo, più abbandoniamo percorsi che si sono dimostrati insufficienti, superficiali, inadempienti allo scopo.

La nostra ricerca ha percorso sentieri che non ci hanno avvicinato al nostro obiettivo. Abbiamo esplorato desideri, passioni, promesse fuorvianti. Ideali, filosofie, religioni non hanno appagato il nostro intimo bisogno. Abbiamo sì cercato, ma sempre all’esterno, attingendo a fonti e persone sulle quali abbiamo riposto una fiducia momentanea, spesso scornata, se non nel breve termine, nel medio e lungo.

In ogni caso, pur a tratti delusi e sfiduciati, qualcosa ci ha reso sempre più convinti di dover ancora cercare. Se non fuori, dentro.

Cambiare direzione è una pietra miliare tra tante che pian piano si svelano e si mostrano alla nostra comprensione. La fame di verità ci rende consapevoli del dover accogliere e riconoscere ciò che prima negavamo e sfuggivamo. Ad un certo punto viene spontaneo passare dal giudicare all’osservare e imparare o conoscere, tanto in noi come negli altri. La reazione ai comportamenti e alle parole lascia spazio all’esplorazione delle intenzioni, del non detto o del detto tra i denti.

Siamo arrivati al punto di apprezzare quel nostro punto fermo interiore, essenziale, che ci consente di non perdere l’equilibrio, di non farsi sedurre da richiami al pettegolezzo e alle polemiche. Non è impassibilità la nostra ma una vulnerabilità cosciente, centrata.

Per ottenerla abbiamo smesso di interferire negli affari altrui. Prima ancora di poter dare un contributo profondo, ci siamo fermati ad ascoltare, a sentire e capire. Abbiamo anche smesso di arricchirci di altri strumenti, quelli in voga, quelli affascinanti o misteriosi, quelli che ti fanno sentire speciale. Non ce n’è più bisogno e, in verità, costa anche fatica accumulare. Ci basta e ci avanza ciò che arriva quando smetti di frenare.

Se è il servizio verso gli altri quello che maggiormente esercita attrazione in te, ciò che sei portato a fare e che ti arricchisce senza illuderti, allora apprendi come rendersi disponibile aprendosi e come aspettare con serenità che chi di te ha bisogno si apra a sua volta.

La consapevolezza non da tutti è desiderata, cercata. Non a tutti interessa dare un senso o trovarlo. Se questo lo accetti senza cinismo e pessimismo rimani, nel tuo, in pace e sereno, persino quando vedi persone tristi, spaventate dal proprio silenzio interiore, investire tempo ed energie inseguendo desideri alla moda che non colmeranno quella paura del vuoto. Nulla puoi fare se non vieni in qualche modo invitato, ma puoi sempre essere te stesso e dire ciò che pensi, non per un bisogno tuo di affermazione o riconoscimento. Nel mezzo di una musica dissonante puoi sempre aggiungere una nota d’amore, senza nulla pretendere, senza nulla aspettarti.

Svolti un muretto dietro il quale sta un’altra pietra miliare

una consapevolezza indesiderata

anche quella da accettare

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