Punti di vista diversi

Un turista, con una bella macchina sportiva, prenota un tranquillo weekend in montagna presso un agriturismo. La Domenica mattina decide di scendere in paese per leggere il giornale. La strada tutta curve gli prende la mano e scende sfruttando le qualità dell’auto: qualche derapata in curva, un paio di controsterzi e via discorrendo.

Da sotto c’è Gioacchino che sale con il carretto tirato dall’asino: porta un po’ di fieno, una capretta legata dietro e una gallina che aveva fatto le uova sul mucchio di foraggio.

In una curva succede il botto. Il turista, sgomento, scende e, per prima cosa, valuta i danni all’auto poi si guarda intorno a vedere il macello che ha fatto. Il carretto è rovesciato con il fieno tutto sparpagliato sulla strada. L’asino è agonizzante, una gamba rotta, in fin di vita. Mosso a compassione, prende la pistola dal cruscotto e pone fine alle sofferenze dell’animale. La capretta non è messa meglio: tutte e due le corna rotte, perde sangue ed è in fin di vita anche lei. Il turista prosegue nella sua opera umanitaria e fredda anche la capra. La gallina, povera meschinella, anche lei è in fin di vita: il becco rotto, le ali storte, le penne sgarrupate, coricata sul fianco con le uova tutte rotte sembra aspettare di esalare l’ultimo respiro. L’uomo pone fine anche alle sue sofferenze.

Dalla scarpata, in quel mentre, c’è Gioacchino che risale tenendosi con una mano un occhio uscito dall’orbita e con l’altra parte degli intestini parzialmente usciti da una ferita all’addome, che esclama tutto allegro…

…“Che culo! Non mi sono fatto niente!”

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