La via dell’acqua e del salice e.. la commessa

“Una sensazione liquida, una sostanza senza forma propria ma potente è l’acqua. Scorre verso valle, raggiunge i mari, solca le montagne, riposa nei laghi. Accarezza le sponde, bacia la riva e ospita la vita. E’ fonte di poesia ma sa ergersi maestosa quando i venti l’accarezzano.

Incute rispetto quando la tempesta la solleva. Quella dolce ci disseta e noi, che sotto il salice guardiamo le piccole onde, ci lasciamo riposare nella sua natura e cogliamo sprazzi di comunanza che, come piccoli lampi, illuminano le nostre coscienze.”

Mi sono spesso sentito a disagio in città. Non so dire… tutto quel traffico, il cemento, i rumori e la gente che non si guarda, non si parla. Entri in un bar e tutto è formale il più delle volte. Frasi di circostanza, “grazie, buona giornata”, commerciali, non sentite, obbligatorie: “grazie a lei”.

“buongiorno, in cosa la posso aiutare?” davvero lo vuoi sapere? E se ti dicessi che ho bisogno di te come persona vera, come reagiresti? Se ti dicessi che voglio sentire da te quello che veramente pensi, che cerco rapporti veri, di non aver paura: ti accetto come sei?

Quando paghi alla cassa e allunghi la mano per prendere il resto e la commessa invece te lo mette sulla mensola di plastica… non ti guarda, è automatica e forse si schifa di toccare le mani di tutti.

La capisco, fa un lavoro meccanico, lo fa per i soldi, per sfamare la famiglia, per comprarsi qualcosa. La vita lavorativa viene separata dalla vita vera. Vai al lavoro per necessità, perché tutto ruota intorno a questo e non partecipi, non ci sei, non vedi l’ora di uscire. Pensi che non ci sia niente di nutriente per te nel fare quello che fai. Hai bisogno di soldi.

E basta.

…e basta?

Certo che no e lo sai, ma hai perso di vista che cosa vuoi. Aspetti momenti ideali, situazioni propizie. Neanche per un momento ti sfiora la mente l’idea che l’occasione puoi crearla ma, per fare questo dovresti esserti resa consapevole che quello che vuoi è la vita vera. E questo a te stessa lo puoi spiegare. Pensaci un attimo. Sii sincera, sii forte.

Schermati se a volte è necessario ma non creare una corazza di indifferenza. Non fare della vita una sala d’attesa. Ti pensi intrappolata e cerchi di sopravvivere. Fai una cosa che non è quello per cui sei nata e lo sai. Ti sei rassegnata perché non avevi prospettive e, in questo, ti sono vicino, ti capisco.

Condivido la tua tristezza, la tua prigione. Ma ti desidero libera. Ti voglio viva. E quando la vita sembra già decisa, quando i giochi sono fatti, i dadi tratti, quando sei arresa…. ti nascondi nei sogni, esci la sera, o a casa hai tanto da fare…

Ti voglio bene. Lo dico davvero ma quello che posso fare è solo incoraggiarti a non darti per vinta, a trovare la strada. Trasforma i tuoi sogni in segnali di sincera apertura. Pensa: ora sono messa così ma sono anche pronta a cogliere l’opportunità, quando si presenterà, di cambiare le cose, di cambiare la mia vita.

Hai due alternative: o continui a rimproverarti del tuo insuccesso, a rimproverare il sistema, il marito, i figli… chiunque e qualunque cosa, o scegli di aprirti verso un futuro positivo e inaspettato.

E’ difficile crederlo, è difficile avere fiducia ma sappi che la tua mente, la tua disposizione d’animo a medio o lungo termine creano il futuro che già ti corre incontro. Guardati intorno con occhi aperti, nutri il tuo vivere bene nelle piccole cose, se le grandi sono ancora lontane a venire. Impara le piccole lezioni che la vita ti pone scoprendo man mano di cosa si tratta.

Non ce la fai più a far quadrare i conti, a far funzionare il matrimonio, ad educare i figli. Sei stanca. Hai bisogno di riposo, riposo interiore. Il sistema vuole che ti ipnotizzi davanti alla televisione o che dormi in un letto solo per andare al lavoro domani. Ti dice: mangia, riproduciti e produci. Facci caso: mai ti dice “sii felice!”

Guarda qui, guarda là, balla un po’, scopa un po’… e sogna….sogna….sogna…

E quando questo lo capisci, con il disgusto ti sale una rabbia omicida. La butti in politica, diventi un ultras, te la prendi con i diversi. Gli americani, i russi, l’isis… eppoi gli ebrei, i negri, gli extracomunitari. E il sistema che ti sussurra all’orecchio “odia.. pss….condanna.. pss… metti ‘mi piace’…psss…psss

E allora ti sale un pianto dall’anima nel vedere te stessa e tutte queste altre persone perse, illuse, ipnotizzate, incazzate, intristite, plagiate, manipolate, strumentalizzate, addormentate che fanno finti sogni felici…. NO!

NO! non io, non più

questa è la risposta, questo è l’inizio..senza dubbi, senza tentennamenti. E dopo questo, che è solo un passaggio ricordati dell’acqua e del salice..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.