Debiti e crediti… carmici

Non so se anche tu hai la sensazione di avere dei conti in sospeso, relazioni che vorresti veder andare a posto, in qualche modo, quando ancora senti di voler far qualcosa di positivo a proposito.

Magari si tratta di vecchi rancori che, se ancora ci pensi, ti riportano a quelle persone che t’hanno fatto arrabbiare di brutto e verso le quali provi un risentimento che vorresti lasciar andare. Non si trattia di dimenticare quello che è accaduto ma, piuttosto, un chiedersi se valga la pena, se rincontri quella persona, di rimanere neutro, senza carichi in sospeso, quasi a valutarla di nuovo e poter arrivare a dire che non provi più rancore verso di lei. Cosa ci motiva, d’altro canto, a nutrire questi rancori, a tenerli in vita, come se fosse importante non dimenticare il male che ci hanno fatto? Ricordare è una cosa, provare continuamente rancore è diverso, più pesante.

Ci può essere un senso di colpa per uno sbaglio che hai fatto verso una persona, una cattiveria che gli hai usato, una violenza che hai inflitto, una ferita inferta. Ma anche una maldicenza diffusa per danneggiare e denigrare, una cosa per la quale vorresti scusarti ed essere perdonato. Sapere che quella persona non ti condanna più può essere una bella cosa se anche, dentro di te, hai ammesso l’errore, la cattiva intenzione, e sei cambiato, sei diventato una persona più corretta e ne sei intimamente consapevole. Questo porta serenità pur sapendo di avere in passato sbagliato. Ti rende anche più conscio se lo stesso sbaglio stai per commetterlo di nuovo e ti da la possibilità di fermarti per tempo.

A volte si prova anche il desiderio di rincontrare persone che hai perso di vista ma che ogni tanto ti tornano in mente. Può succedere che siano persone che incontri nei tuoi sogni, o vecchi amici o partner con i quali hai avuto relazioni significative e sono significative tutte le relazioni che ti tornano in mente di tanto in tanto. Sai quando dici a te stesso “vorrei rivedere quella persona”? E non ti sono chiari i motivi, le ragioni che ti spingono a questo, ma senti che c’è qualcosa lì di particolare per te. Forse si tratta anche di incontri che chiudono un cerchio: ti rivedi, passi anche qualche ora bene insieme e poi ti senti alleggerito, quella relazione non ti torna più su come prima. Questi sono “cerchi” che si chiudono.

Ma, oltre a questo, ci sono anche situazioni che si protraggono molto a lungo nell’arco della nostra vita e si tratta di eventi che hanno un sapore amaro, faticoso o pesante e doloroso. Sembrano delle strade senza apparente via d’uscita. Problemi ai quali non troviamo soluzioni ed è proprio quando al di fuori di noi stessi che non sentiamo di avere alcun potere di cambiare le cose che ci troviamo di fronte ad un bivio: o cadiamo nel vittimismo e ci chiudiamo in noi stessi, o (e qui la cosa si fa difficile) ci prendiamo cura dei nostri sentimenti e di come stiamo.

Sembra così inusuale pensare che ciò che ci capita sia un’opportunità per comprendere e liberarsi di ciò che ci fa soffrire. A volte sembra che qualcosa ci scivoli via di dosso e ci sentiamo più leggeri senza che riusciamo a fare un qualche collegamento tra quello che abbiamo fatto e pensato, comprese le scelte e le comprensioni, e ciò che in meglio è cambiato. Forse questi cambiamenti positivi accadono più per quello che abbiamo smesso di fare. Può darsi siano accaduti perché abbiamo smesso di lottare ed abbiamo accettato una situazione spiacevole senza combatterla e ci rendiamo anche conto che questo accettare e non entrare in conflitto non è una scelta universale: molto dipende dalla situazione, e qui entra in gioco la nostra consapevolezza e quello che sentiamo.

Forse abbiamo anche scelto di portare pazienza e rimanere però lucidi e pronti a cogliere qualsiasi opportunità. Ma, probabilmente, abbiamo semplicemente fatto una scelta di serenità indifferenti alle sollecitazioni negative dell’ambiente e delle situazioni. Ben sappiamo, anche, che non farsi accalappiare da schemi distruttivi e rimanere indifferenti al loro richiamo non vuol dire diventare insensibili e chiusi verso gli altri.

Cosa rimane da fare di fronte ad una perdita, ad un lutto improvviso, di fronte ad una malattia devastante che colpisce noi stessi o le persone che amiamo? Quali carte ci possiamo ancora giocare quando un figlio rimane preso nella trappola della droga o della criminalità? Cosa ci resta da capire di fronte ad una relazione abusiva e, in genere, davanti a tutte le manifestazioni di violenza e discriminazione? Vogliamo parlare di cosa proviamo quando vediamo la corruzione e la disonestà dilagare? Quando vediamo persone che non rispettano la natura e gli animali, per non parlare degli esseri umani?

Lo senti in quali emozioni ti portano queste domande? Tristezza e rabbia sopratutto, poi anche ostilità e voglia di spaccare qualcosa. Infine un gran desiderio di fuga e lasciar perdere tutto concentrandosi solo sul proprio benessere materiale fregandosene degli altri e di come vanno le cose. E’ qui che l’insensibilità ti porta.

Alla fine di questo calvario, se dentro di te la spinta verso la verità e la percezione che ci sia qualcosa di più sono ancora forti, ti troverai a fare i conti con te stesso. Salderai i tuoi conti in sospeso abbuonando i crediti e pagando i debiti che si traduce in perdonare e scusarsi. Tutto questo viene molto più facile se trovi in te l’amore di cui sei fatto e se, con un pizzico di sana umiltà, ti adoperi per diffonderlo.

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