Da bambini

Ogni volta che mi torna in mente come vedevo e come ero dentro alle sensazioni da piccolo ricordo una pienezza nell’assaporare il mondo e le sue manifestazioni. Non ragionavo sulle cose che vedevo e sperimentavo e niente mi sembrava già vecchio e conosciuto come spesso ora mi capita.

Se provavo una forte sensazione mi rimaneva impressa per parecchio. Da adulto cerco di tornare a percepire in quel modo la vita, recuperando la capacità di sentire che allora era così ricca e sento che non è nostalgia quella che provo.

Mi sembra che i ricordi possono essere usati come una porta e che la capacità di percepire suoni, odori, sapori ed esperienze tattili in modo più intenso sia non solo possibile ma sempre più reale. Senza parlare di quello che gli occhi mi facevano vedere e della sensazione che ricavavo da animali e persone.

Quello che ora si aggiunge non saprei bene definirlo ma voglio provare. Ciò che forse è possibile inserire o aggiungere al percepire in sé non include i processi mentali e le speculazioni di carattere materialista o filosofico o religioso. Credo si tratti di qualcos’altro.

Non riesco però neanche a formulare quale domanda potrei pormi e che mi aiuterebbe a capire cosa sono diventato crescendo, maturando. Cosa posso aggiungere di bello all’essere bambino? In sostanza: cosa aggiungere all’apertura, all’innocenza, alla freschezza, al totale coinvolgimento nel momento?

Ora conosco delle meccaniche e delle dinamiche, parlo un paio di lingue, so fare delle cose più complesse, posso parlare di argomenti più complicati. In sostanza ho acquisito delle esperienze e la capacità di parlarne.

Da piccolo la comunicazione con i miei simili era forse più fondata sul giocare insieme, ma se vado molto indietro fino al punto che le parole non erano ancora parte del mio bagaglio, il modo di comunicare era più vicino a quello degli animali ma con qualcosa in più.

A quell’età eravamo creativi. Anche ora sono le novità quelle che mi attraggono di più e, in effetti, vedo che mi piace parecchio stupirmi. Quando provo stupore tutto mi si apre dentro, gli occhi si sgranano, la bocca si apre e i pensieri si fermano. E’ una sensazione che mi piace molto.

Mi piace molto anche essere affascinato da quello che percepisco con i sensi e da quello che provo con le emozioni mie e degli altri.

In fondo capisco che quello che mi piace si potrebbe sintetizzare nell’essere vivo.

Certo da bimbi eravamo anche capaci di provare degli spaventi incredibili e sembrerà strano ma mi sembra bello anche quello.

Da bambini eravamo anche capaci di una serietà e di un’attenzione totale. Eravamo guidati dall’interesse e dalla presa che le cose avevano su di noi.

E’ importante capire ed è anche importante ricordare

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