beata ignoranza

Capiterà anche a te, a volte,

se ti ascolti veramente,

di non aver niente da dire,

con la sensazione di non sapere,

di non avere risposte o commenti da dare.

 

Eppure sei attento, vigile

e anche disponibile,

ma non ti vengono le parole

e dentro trovi solo silenzio.

 

Ti diranno: “sei strano, che ti capita?”

perché non parli, c’è qualcosa che non va?”

Oppure: “quando parlo sembra che non mi capisci!”

…ma in verità è quando ascolto che tu non mi capisci.

 

C’è una gran paura del silenzio e tutti si parlano addosso,

si parlano sopra,

si interrompono,

ognuno preso dal suo dire,

dal bisogno di esternare e di fare rumore…

e poi ci sei tu che di questa cacofonia non sai cosa farne.

 

E sei sempre tu quello che parla a bassa voce, che non fa rumore,

che si prende delle pause per far affiorare da dentro

parole vere, sentite…

e ti interrompono.

 

È anche divertente quando poi ti chiedono

di riprendere il discorso

e quello che avevi dentro da dire

non c’è più,

è evaporato,

scaduto.

 

E scopri anche che non hai affezione per quello che volevi dire

al punto che ad ogni nuova interruzione

riparti da un nuovo punto

e non riprendi le parole ormai vecchie.

 

Ma quale bellezza

quando si ascolta fino in fondo

e si lascia parlare

chi ha qualcosa da dire

lasciando crescere il silenzio

che è una fucina di idee e sentimenti originali.

 

Uno per volta

fino in fondo

fino al cuore della cosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.